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Formazione Professionale

La formazione professionale, strumento della politica attiva del lavoro, si svolge nel quadro degli obiettivi della programmazione economica e tende a favorire l'occupazione, la produzione e l'evoluzione dell'organizzazione del lavoro in armonia con il progresso scientifico e tecnologico.

Le iniziative di formazione professionale costituiscono un servizio di interesse pubblico inteso ad assicurare un sistema di interventi formativi finalizzati alla diffusione delle conoscenze teoriche e pratiche necessarie per svolgere ruoli professionali e rivolti al primo inserimento, alla qualificazione, alla riqualificazione, alla specializzazione, all'aggiornamento ed al perfezionamento dei lavoratori, in un quadro di formazione permanente.

Le iniziative di formazione professionale sono rivolte a tutti i cittadini che hanno assolto l'obbligo scolastico o ne siano stati prosciolti, e possono concernere ciascun settore produttivo, sia che si tratti di lavoro subordinato, di lavoro autonomo, di prestazioni professionali o di lavoro associato.

 

Orientamento

La formazione professionale e l'orientamento al lavoro sono due facce della stessa medaglia. Ma sono soprattutto due strumenti che vanno utilizzati in maniera sinergica per acquisire conoscenze e diventare competitivi in un mercato del lavoro sempre più flessibile, che richiede allo stesso tempo l'aggiornamento continuo delle competenze e la capacità di scegliere quale professione intraprendere, in base anche alle prospettive occupazionali offerte dai diversi settori economici.

L’orientamento professionale è un intervento finalizzato a porre la persona nelle condizioni di poter effettuare delle scelte autonome circa il proprio progetto lavorativo e personale. L’orientamento può considerarsi come un’azione “globale” in grado di attivare e facilitare il processo di conoscenza del soggetto e del contesto al fine di effettuare scelte consapevoli in ambito formativo e lavorativo.

Tale intervento non coincide con un particolare momento dell’esistenza (ad esempio la scelta o il cambiamento di un percorso formativo e/o lavorativo), ma rappresenta un sostegno lungo tutto il corso della vita. In una società moderna in cui il processo di socializzazione adulta e le traiettorie di carriera del singolo individuo sono sempre più caratterizzati da irregolarità, interruzioni e deviazioni, gestire la propria storia formativa e lavorativa significa, infatti, imparare a governare possibili cambiamenti di ruolo e di responsabilità che si presentano non sempre in modo prevedibile e attrezzarsi per costruire o riorganizzare in itinere un progetto lavorativo soddisfacente che possa dare continuità e senso nel cambiamento. Sempre più spesso il soggetto è considerato in grado di negoziare le proprie competenze rispetto alle opportunità di lavoro, in un mercato nel quale orientarsi e ri-orientarsi è essenziale per aumentare il proprio grado di occupabilità. Inoltre, il confronto con culture nuove e diverse e con organizzazioni ogni giorno più “piatte” e globali richiede di saper ristrutturare e attivare le proprie risorse in modo strategico. In tale contesto, diventa necessario intendere l’orientamento come un servizio accessibile a tutti in maniera permanente. Si può dire, infatti, che non ci sia target di popolazione, ma anche passaggio o transizione di vita che non siano toccati, oggi più che mai, da un problema di orientamento, ovvero di scelta. Questa molteplicità di destinatari e di fasi implica un’altrettanta moltiplicità di soggetti che a diverso titolo operano nel campo dell’orientamento, cosa che, in assenza di integrazione e coordinamento, comporta inevitabilmente un certo grado di frammentarietà e di sovrapposizione in termini di competenze e quindi di interventi.

 

Diritto-dovere

L’obbligo scolastico di cui all'articolo 34 della Costituzione, nonchè l’obbligo formativo, introdotto con la  Legge n. 144 del 17/5/1999 (art. 68) sono stati ridefiniti ed ampliati come diritto all'istruzione e formazione e correlativo dovere con la Legge n. 53 del 2003  e con i successivi decreti attuativi: in particolare, con il Decreto legislativo n. 76/2005, la Repubblica assicura a tutti i ragazzi il diritto all'istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni o,comunque, sino al conseguimento di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età. Infine la legge finanziaria 2007 (legge n. 296/2006) ha innalzato a sedici anni l'obbligo di istruzione e l'età di accesso al lavoro.


Pertanto il nuovo obbligo di istruzione può essere assolto nel sistema scolastico, nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del D. lgs. 226/2005 o con l’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere (ex art. 48 del D. lgs. 276/2003 e art. 48 della L. 183/2010) e si completa con l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.
 
Per disciplinare l’attuazione dell’obbligo di istruzione il Ministero della Pubblica Istruzione ha approvato il D.M. n. 139 del 22/08/2007 che definisce i saperi e le competenze (gli assi culturali) che devono obbligatoriamente essere previsti nei primi due anni di tutti i percorsi formativi di istruzione secondaria superiore.

 

Inoltre il Ministero della Pubblica Istruzione di concerto con il Ministero del Lavoro ha adottato, con D.I. del 29/11/2007, i criteri generali per l’accreditamento delle strutture formative che realizzano percorsi di istruzione e formazione professionale, i criteri per il riparto dei contributi statali e le misure di sistema per l’attuazione dell’obbligo d’istruzione. Il citato decreto è stato successivamente inserito nell’Intesa del 20/03/2008 tra il MLPS, il MPI, il MIUR, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano che definisce gli standard minimi del nuovo sistema di accreditamento delle strutture formative per la qualità dei servizi.
 
Il 29 aprile 2010 è stato siglato l'Accordo tra il MIUR, il MLPS, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano che da avvio alla messa a regime del sistema di Istruzione e Formazione Professionale attraverso la definizione di 21 figure nazionali di riferimento rispettivamente per percorsi di durata triennale (qualifiche) e quadriennale (diplomi).

Il 27 luglio 2011 è stato siglato l'Accordo tra il MIUR, il MLPS, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano riguardante gli atti necessari per il passaggio a nuovo ordinamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale che completa la descrizione delle figure nazionali di riferimento dei percorsi triennali e quadriennali, definisce i criteri metodologici di descrizione e aggiornamento periodico degli standard minimi formativi, nonché i modelli e le relative note di compilazione di attestato di qualifica e diploma professionali e di attestazione intermedia.
 
Il 27 luglio 2011, inoltre, è stato siglato l'Accordo in Conferenza Unificata che classifica peraree professionali l’offerta del sistema di istruzione e formazione professionale.

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